L'estate del mio inverno

Una stagione ricca di aspettative e festa

di Gina Grechi

inverno freddo bevande

Non sembra che l'inverno possa suggerire calore. Eppure è la stagione del Natale, dei calzini di lana coi baffi da topo, dei camini accesi, dei corpi avvoltolati in soffici piumini, della cioccolata fumante all'aroma di cannella.


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L'inverno è anche l'inferno delle persone sole. Perché cattura il buio ancor prima che il buio diventi notte, perché chiude porte e finestre sugli incontri sonori della gente in strada, e intrufola nei ricordi difficili, un'ombra triste che fa 'diventare piccoli'.

Il mio inverno, a dire il vero, ha sempre avuto un sottofondo 'estivo': così carico di squisite aspettative, di attese rumorose, di festa. Se chiudo gli occhi vedo pupazzi di neve in cortile, merende di latte e Ovomaltina, i nonni che arrivano da Milano colmi di doni.

L'inverno è una stagione fortunata: congeda il vecchio anno in un'atmosfera di vacanza ed apre le porte a 12 nuovi mesi, tutti da scoprire.

 

panettone inverno 1920

 

Se avesse un suono, sarebbe di campanelle agitate dal vento e di manine svelte, 'frugaldine', che setacciano il misterioso imbrunire.  E il 'mistero' si addice perfettamente alla stagione dei magici cristalli di neve: piccole, perfette opere d'arte, incredibilmente diverse le une dalle altre, che, se le assaggi, ti congelano la lingua!

Ma se l'inverno avesse un sapore, sarebbe di datteri e frutta candita, oppure di gamberi e tramezzini al salmone.

Come un'orsa in letargo, sfrutto il mese di dicembre per ricaricarmi. Circondata dal calore della mia famiglia, rivisito col pensiero tutte le cose belle che mi sono capitate durante l'intero anno, e faccio scorta di immagini felici con cui addobbare la casa, in attesa della mia Festa preferita: il Natale.

 

immagini natalizie inverno

 

Quando io, i miei fratelli e mia cugina eravamo piccoli, la sera della Vigilia ci riunivamo nel lettone dei miei genitori e cantavamo a squarciagola la sigla di un cartone animato  intitolato «Alla scoperta di Babbo Natale». Fuori dalla finestra faceva freddissimo, ma sotto le coperte, profumate di bucato, io, Ciacio, Nanni e Lissy, 'creavamo l'estate': ci sdraiavamo vicini vicini e, per allontanare la visione di un paesaggio tutto gelato,  immaginavamo di essere su una spiaggia, baciati dal calore del sole di luglio. Ridevamo come matti. «Dormite!» ci intimava mia mamma, «Altrimenti i folletti non possono far strada alla slitta». Dopo ore di pura, potenziata, felicità, crollavamo sfiniti tutti e quattro, mentre, in salotto, 'gli aiutanti di Babbo Natale", dal volto familiare, aprivano le danze all'allestimento di una Festa sempre indimenticabile.

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